Movimentazione Manuale dei Carichi: cos’è e come prevenire i rischi per la salute  - Safety First

Movimentazione Manuale dei Carichi: cos’è e come prevenire i rischi per la salute 

Indice

Introduzione

Numerose attività lavorative, ma anche durante il tempo libero e le faccende domestiche capita di dover sollevare e spostare pesi notevoli di differenti dimensioni oppure di dover muovere dei carichi leggeri (ma solo apparentemente come vedremo di seguito).

Durantelo svolgimento di quest’attività, il lavoratore, o chiunque si trovi a dover spostare un oggetto con un peso più o meno notevole, compie uno sforzo fisico in particolare sulle strutture osteo-muscolari della colonna vertebrale.

Ed è proprio questa parte del corpo che secondo gli studi provenienti dagli Istituti di Medicina del Lavoro sono la causa di patologie croniche. Nello specifico, le patologie croniche dal rachide sono la prima ragione nelle richieste di parziale non idoneità al lavoro specifico.

Anche l’INAIL sostiene che la movimentazione dei carichi

può rappresentare una delle cause favorenti l’insorgenza di disturbi e patologie a livello di tale distretto anatomico. Necessario quindi procedere ad una corretta valutazione del rischio da movimentazione manuale di carichi, al fine dell’attuazione di idonei interventi di prevenzione e protezione che vadano a mitigare, se non annullare, eventuali danni a carico degli operatori.

Per quanto riguarda invece le denunce di infortunio sul lavoro, la lesione da sforzo (nel 60-70% dei casi è rappresentata da una lombalgia acuta) non fa registrare alcun trend negativo nonostante vi siano ampi fenomeni di sottostima per via di omesse registrazioni.

Per cambiare questa tendenza e prevenire le problematiche legate alla salute, bisogna valutare i rischi e conoscere le giuste procedure lavorative. Di seguito approfondiremo questi aspetti sulla movimentazione dei carichi da terra e in quota. Ma prima vediamo nel dettaglio cosa si intende per “Movimentazione Manuale dei Carichi”.

 

Cosa si intende per movimentazione manuale dei carichi

Come riporta il titolo VI dell’allegato 33, per “Movimentazione Manuale dei Carichi” si intendono tutte le operazioni di trasporto o sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.

La movimentazione dei carichi può essere svolta sia da terra che in quota.

 

Valutazione dei rischi: suddivisione e sistemi di prevenzione

Per valutare i rischi bisogna come sempre, prendere in considerazione i tre fattori principali:

  • l’ambiente che incide notevolmente sulla movimentazione dei carichi. Basti pensare ad esempio a magazzini stretti, che non hanno spazi sufficienti per muoversi;
  • le attrezzature perché ;
  • l’uomo o la donna di diverse età. Tutte le variabili incidono sui fattori di rischio

Questi macroelementi possono rappresentare un rischio singolarmente e sono al tempo stesso delle condizioni indispensabili alla configurazione dello scenario.

In questo caso però, per ridurre i rischi bisogna prevenire il più possibile le fonti di pericolosità di ogni singolo fattore. In che modo? Considerando un quarto macroelemento: l’interazione fra i tre.

La riduzione dei rischi passa attraverso la riduzione della probabilità e la riduzione del danno. Ciò è possibile grazie a tutto un insieme di misure tecniche, misure organizzative e procedurali. In altre parole tutte quelle attività di prevenzione volte alla riduzione della probabilità di accadimento, senza dimenticare l’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione collettiva (DPC) e di protezione individuale (DPI).

Nello specifico rischi si suddividono dividono in tre macroaree:

Individuazione dei fattori di rischio

 

Chi valuta i rischi per la salute del lavoratore deve considerare che le problematiche sorgeranno dopo il periodo di pensionamento, cioè esattamente dopo lo svolgimento delle attività lavorative.

Quali rischi per la Salute?

Durante le azioni di Movimentazione Manuale dei Carichi si determinano forze complessive sulle strutture del rachide lombare che singolarmente o soprattutto se ripetute possono condurre a microlesioni e lesioni delle strutture .

 

Danni alla colonna vertebrale

Rischi colonna VertebraleLa struttura maggiormente sensibile alla movimentazione dei carichi è il rachide dorso-lombare e precisamente: la cartilagine del piatto vertebrale e del disco invertebrale, che presentano dei limiti che dipendono da alcuni fattori quali sesso e età.

Nello specifico, i carichi di rottura per le limitanti vertebrali sono circa:

  • 600-700 kg in soggetti maschili di età inferiore ai 40 anni;
  • 400-500 kg in soggetti maschili di età compresa tra i 40 e 60 anni;

Tuttavia si sono verificate rotture anche per valori di 300 kg per età superiori. Nelle donne i limiti di rottura sono in media inferiori del 17% rispetto agli uomini.

Entrando nello specifico, i rischi per il disco invertebrale sono: microfissurazioni dell’anulus fibroso con migrazione di materiale del nucleo polposo, protrusioni discali e fenomeni degenerativi. Tuttavia la malattia più frequente è l’ernia al disco, che comprime le terminazioni nervose all’interno della colonna vertebrale causando inabilità, talvolta anche di carattere permanente.

Sollevamento carichi da terra: alcuni esempi

Basti pensare che se si solleva un carico di soli 10 kg ad una distanza molto ravvicinata dal corpo come 25 cm, queste condizioni generano sul disco intervertebrale una pressione di 50 Kg.

Un altro esempio?

Movimentazione CarichiSollevare un peso di 30 kg con il busto flesso in avanti a 90° si ha un carico lombare di circa 600/700 Kg!

Un intenso carico lombare (>250-650 kg) provoca possibili danni alle cartilagini vertebrali e la degenerazione del disco.

Indicazioni tecniche per la valutazione delle criticità

Il testo unico sulla Sicurezza sul lavoro indica delle norme da seguire durante il traino ed il trasporto della movimentazione dei carichi.

Tuttavia, anche una norma più recente viene in nostro soccorso: ISO/TR 12295. E’ un documento molto interessante, perché guida all’applicazione delle regole, molto complesse sotto certi aspetti.

Un aiuto che da questa norma è individuare delle condizioni certamente accettabili e certamente b, per poi riportarle ordinatamente nella tabella.

 

Le corrette modalità di movimentazione manuale dei carichi in quota

Oltre al pieno rispetto delle indicazioni fornite dal costruttore nell’uso delle attrezzature e dei DPI, per i lavori di movimentazione dei carichi in quota bisogna sempre valutare i rischi legate ad attività specifiche quali:

  • Caratteristiche specifiche del luogo di lavoro;
  • Attrezzature e DPI adatti alle attività da seguire;
  • Idoneità psicofisica del personale addetto/preposto;
  • Procedura dei possibili scenari di emergenza, come ad esempio il soccorso di personale in sospensione e dei lavoratori infortunati;

Di seguito le corrette procedure per la movimentazione dei carichi per i lavoratori che svolgono attività in quota, nello specifico per gli utilizza delle macchine picking:

  1. Avvicinare il più possibile l’attrezzatura al ripiano della scaffalatura e alzare il supporto porta materiali, allineandolo allo stesso livello del ripiano;
  2. Trascinare il carico senza sollevarlo verso il supporto porta materiali, senza ruotare il busto, ma muovendo solo i piedi;
  3. Sistemare il carico sul supporto, in modo da stressare il meno possibile l’apparato muscolo-scheletrico della colonna vertebrale;
  4. Abbassare il ripiano porta materiali, fino a circa 1m /1.2 da terra, in modo da portare il carico nell’altezza più favorevole per il suo sollevamento;
  5. Afferrare il carico avvicinandolo al corpo e provvedere alla movimentazione dello stesso nelle migliori condizioni ergonomiche;

 

In conclusione

L’unione di una buona attrezzatura e di competenze acquisite grazie a sessioni di formazione e addestramento dedicate, si riescone a diminuire notevolmente i danni e i rischi per la salute.

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